Vi sentite mai come dire... schiacciati dal mondo?
Troppo piccoli per ribellarvi, troppo minuscoli e insignificanti di fronte alle parole di qualsiasi altra persona.
Mi sono sentita così nel viaggio di ritorno dal mare, dopo quattro giorni passati sola, seduta sulla spiaggia, a guardare il mare lottare contro le sue stesse onde.
Era una notte scura, i bordi del cielo, però erano ancora leggermente chiari, era appena calato il sole. Vedevo ancora il mare in lontananza, sentivo il richiamo dei gabbiano rimbombarmi nel cuore.
L'estate stava finendo. Ecco il motivo della mia demoralizzazione. Mi sentivo schiacciata dal tempo, da quei giorni che mi stavano sfuggendo via.
Fino a poco tempo fa non vedevo l'ora di terminare i miei noiosi pomeriggi passanti al caldo, senza nulla da fare, persa nel mio mondo, silenziosa.
In quel momento ho rivissuto tutta la mia estate. Iniziata con il mio amore per loro, che all'inizio era una specie di pazzia, un modo per distruggere il mondo, per dire a tutti "HEY!"
Era un modo per spaccare tutto senza bisogno di toccar nulla. Il mio cuore, spaccava tutto. Spaccavo le parole degli altri, quelli che con odio mi hanno abbandonato, solo per il mio cambiamento.
E' andata avanti così, poi sono nate le preoccupazioni: e se mi dimentico di loro? Non posso vivere senza i Green Day!
E ora sono entrata nella nuova fase, quella in cui non ho paura di perdere né di dimenticare nessuno.
Loro oramai fanno parte di quella che sono. Mi hanno fatto diventare una persona sicura di sé, non ho più paura.
Insomma, quest'estate è venuta e passata -come guarda caso dice Wake me up-
Vorrei tornare ai pomeriggi di agosto passati sul letto, sdraiata a fissare il soffitto, troppo accaldata per uscire, troppo accaldata per fare qualsiasi cosa.
Loro c'erano, loro mi tenevano compagnia con "On the wagon"
Già, on the wagon. Rotting.
Quanti segreti ci sono in Rotting. E' stata una delle prime che ho ascoltato, non l'avevo mai detto a nessuno, ma quel suono iniziale, quelle parole così caute, tranquille, delicate, mi descrivevano tantissimo. E tutt'ora è ancora così.
E' una canzone che non ho bisogno di ascoltare 50 volte, non ho bisogno di conoscere il testo, perché mi aiuta moltissimo, anche se non so nulla di essa.
Non so se parla di odio, amore, non so che significhi Rotting. Mi darete della scema. Ma è stato così anche i primi giorni in cui ascoltavo i Green Day senza sapere chi fosse Billie.
Rotting è un po' la parte mancante della luna dei miei giorni meno belli. Di quelli in cui non voglio far altro che nascondermi, ma non per mollare tutto, ma per trovare qualcosa dentro di me.
Più o meno come 21 guns.
L'intero album, Shenanigans, è uno di quelli più belli, più sonori, più dolci che i Green Day abbiano scritto, secondo me. Messo nell'ombra, nascosto, dimenticato da tutti, odiato se vogliamo da ogni fan, messo all'ultimo posto dell'elenco idiota "I MIEI ALBUM PREFERITI DEI GREENDAY!1!!!!11!!"
Shenanigans lo ascolto quando voglio conoscermi. Quando voglio chiudere gli occhi e lasciare che sia la musica a respirare.
You lied, Don't wanna fall in love, Tired of waiting, ogni canzone è così profonda, anche se a tutti sembrano semplici canzoni.
Amore? Odio? Nulla di tutto questo per chi sa ascoltare.
Shenanigans è il prossimo album che comprerò, ecco, lo prometto.
Sarà il prossimo che, in tutta la mia più profonda e bellissima solitudine che mi accompagna da anni, ascolterò, a occhi chiusi.
Shenanigans, che mi ricorda tanto una di quelle parole insignificanti che i bambini dicono prima ancora di imparare a parlare.
Che paragone stupido, direte.
Eppure, io non vedo nulla di più sincero che una parola pronunciata da un piccolo bambino.
Morale: quando mi sento "schiacciata dal mondo", ascolto Shenanigans.
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lunedì 19 settembre 2011
A scuola con i Green Day!
SCUOLA E MUSICA DEI GREEN DAY:
La comunicazione della preside: Letterbomb
Spiare i professori: Know your Enemy
Ultima campanella: Welcome to Paradise
La cosa più sognata da ogni alunno: Holiday
Alla fine delle lezioni: Jaded
Prendi 10 e lode: King For A Day
Finiscono le vacanze: Wake Me Up When September Ends
Fare casino: All The Time
Sta arrivando il prof: Warning
Scena muta all'interrogazione: Jackass
Aspettare la fine dell'ora: Waiting
Cerchi di copiare: Longview
La scusa non convince la prof: You Lied
Il tuo cervello dopo l'ora di matematica: Brain Stew/Rotting
Il secchione prende l'insufficienza: Ha Ha You're Dead
La via della scuola: Boulevard Of Broken Dreams
La gnocca della classe: Extraordinary Girl
Promosso: !Viva La Gloria!
Il madrelingua statunitense: American Idiot
Giornata di scuola: 1,000 Hours
La sufficenza: The One I Want
L' intervallo: Don't Leave Me
Scritte nel bagno: I Was There
Chiamata all'interrogazione: Disappearing Boy
Il voto all'esame universitario: 16
La figlia del preside: The Judge's Daughter
Fine delle lezioni: Rest
Quello che manca: Knowledge
Il tuo migliore amico interrogato: Why Do You Want Him?
La distanza per la sufficenza: 2000 Light Years Away
"Ho studiato": One Of My Lies
Domanda difficilissima: No One Knows
Domanda di letteratura: Who Wrote Holden Caulfield?
Il bar della bigiata: Best Thing In Town
La scuola: Strangeland
Il peggiore della classe: Chump
Urlare al profe: Having a Blast
Il bulletto: Brat
Mandato fuori con un amico: Stuck With Me
Il cocco della profe: Favorite Son
Prima di entrare a scuola: Before The Lobotomy
Notte prima degli esami: Last Night on Earth
"Ehm...non è che proprio ho studiato...": Pieces of Truth
La comunicazione della preside: Letterbomb
Spiare i professori: Know your Enemy
Ultima campanella: Welcome to Paradise
La cosa più sognata da ogni alunno: Holiday
Alla fine delle lezioni: Jaded
Prendi 10 e lode: King For A Day
Finiscono le vacanze: Wake Me Up When September Ends
Fare casino: All The Time
Sta arrivando il prof: Warning
Scena muta all'interrogazione: Jackass
Aspettare la fine dell'ora: Waiting
Cerchi di copiare: Longview
La scusa non convince la prof: You Lied
Il tuo cervello dopo l'ora di matematica: Brain Stew/Rotting
Il secchione prende l'insufficienza: Ha Ha You're Dead
La via della scuola: Boulevard Of Broken Dreams
La gnocca della classe: Extraordinary Girl
Promosso: !Viva La Gloria!
Il madrelingua statunitense: American Idiot
Giornata di scuola: 1,000 Hours
La sufficenza: The One I Want
L' intervallo: Don't Leave Me
Scritte nel bagno: I Was There
Chiamata all'interrogazione: Disappearing Boy
Il voto all'esame universitario: 16
La figlia del preside: The Judge's Daughter
Fine delle lezioni: Rest
Quello che manca: Knowledge
Il tuo migliore amico interrogato: Why Do You Want Him?
La distanza per la sufficenza: 2000 Light Years Away
"Ho studiato": One Of My Lies
Domanda difficilissima: No One Knows
Domanda di letteratura: Who Wrote Holden Caulfield?
Il bar della bigiata: Best Thing In Town
La scuola: Strangeland
Il peggiore della classe: Chump
Urlare al profe: Having a Blast
Il bulletto: Brat
Mandato fuori con un amico: Stuck With Me
Il cocco della profe: Favorite Son
Prima di entrare a scuola: Before The Lobotomy
Notte prima degli esami: Last Night on Earth
"Ehm...non è che proprio ho studiato...": Pieces of Truth
Awesome as Fuck..
Tutti preferiscono Bullet in a Bible, tutti lo trovano meno emozionante, ma io penso che di emozione ce ne sia, tanta.
Non l'ho mai ascoltato tutto di seguito, questo no. Ma non credo di averne bisogno. E' come se conoscessi alla perfezione la voce di Billie -che come hai detto tu, è un po' più rauca-
L'ho scaricato, ma non l'ho mai trattato come un album normale.
Vorrei viverlo, ecco.
E non so se capirai che intendo per viverlo.
Viverlo, amarlo, respirarlo. E non c'è bisogno di guardarlo venti volte, per questo.
L'ho visto appeso una volta allo scaffale di un supermercato. Ridicolo, lo so.
Costava 16 euro, volevo prenderlo, ma ovviamente non ho potuto perché non avevo un centesimo -.-
Stessa cosa mi è successa in centro a Torino: l'ho visto lì, appeso in un negozio di dischi. Lì, però, costava 19 euro.
Questo album mi cerca sempre. E io sento sempre i suoi richiami, ma non lo prendo mai.
Non vedo l'ora di poterlo stringere tra le mie mani.
A differenza di molti, amo moltissimo questo live.
E' semplice, nascosto, silenzioso.
E' uscito nell'anno in cui li ho scoperti.
E' diverso da tutti gli altri album.
E' speciale.
E i live come 21 guns, When I come around, J.A.R., ce li ho scolpiti sul cuore. Senza un perché.
Non l'ho mai ascoltato tutto di seguito, questo no. Ma non credo di averne bisogno. E' come se conoscessi alla perfezione la voce di Billie -che come hai detto tu, è un po' più rauca-
L'ho scaricato, ma non l'ho mai trattato come un album normale.
Vorrei viverlo, ecco.
E non so se capirai che intendo per viverlo.
Viverlo, amarlo, respirarlo. E non c'è bisogno di guardarlo venti volte, per questo.
L'ho visto appeso una volta allo scaffale di un supermercato. Ridicolo, lo so.
Costava 16 euro, volevo prenderlo, ma ovviamente non ho potuto perché non avevo un centesimo -.-
Stessa cosa mi è successa in centro a Torino: l'ho visto lì, appeso in un negozio di dischi. Lì, però, costava 19 euro.
Questo album mi cerca sempre. E io sento sempre i suoi richiami, ma non lo prendo mai.
Non vedo l'ora di poterlo stringere tra le mie mani.
A differenza di molti, amo moltissimo questo live.
E' semplice, nascosto, silenzioso.
E' uscito nell'anno in cui li ho scoperti.
E' diverso da tutti gli altri album.
E' speciale.
E i live come 21 guns, When I come around, J.A.R., ce li ho scolpiti sul cuore. Senza un perché.
Fa male.
E fa male.
Fa male, malissimo vedere questo tipo di foto.
La ragazza ha quasi paura, è così emozionata, ma è anche in preda al panico. Riesce a sfiorarlo, a sfiorargli le braccia, a sentire il tessuto della sua maglia, ad affondare le sue mani fredde nel suo calore.
E' avvolta da quel nulla, quello strano nulla, mentre l'intero concerto procede, il tempo si è fermato.
Non sono più nel ventunesimo secolo, su un palco blu, in una città qualsiasi della terra.
Sono fermi tra quel mondo parallelo, dove i sogni si avverano, e quello reale, dove se vuoi avverare un sogno molte volte non puoi.
So che le tremano le gambe, so che ha la pelle d'oca.
So che i suoi capelli sono elettrici da quanto è felice.
Ma che ne sarà di quella felicità? Non farà altro che essere odiata da tutte le fan dei Green Day. Tutte vorrebbero trovarsi al suo posto.
Io no, non vorrei mai essere una delle tante.
Billie si ricorderà mai quella ragazza? Ricorderà mai il suo volto? Il sapore delle sue labbra le rimarrà impresso nel cuore?
No, nulla di questo. Non sarà nemmeno più un ricordo.
Sarà un tassello, un piccolo quadratino aggiunto a un grandissimo quadro.
E sto qui, a piangere, ad auto-ferirmi, fissando questa foto.
Almeno lei lo ha sentito, il suo calore.
Almeno lei ha provato per quei pochi secondi la sensazione "Cristo, sto baciando Billie, la persona a cui tengo più al mondo, sono io, lui, null'altro"
Chiedo troppo. Chiedo troppo, chiedo sempre troppo.
Ma ditemi, perché proprio lui? Perché uno talmente diverso, lontano da me?
E non posso frenare le lacrime. Non posso cessare questo pianto silenzioso.
Siamo separati da qualcosa che non potrà mai spezzarsi. E tutto ciò che in questo momento vorrei, l'ho già perso in partenza.
Fa male, malissimo vedere questo tipo di foto.
La ragazza ha quasi paura, è così emozionata, ma è anche in preda al panico. Riesce a sfiorarlo, a sfiorargli le braccia, a sentire il tessuto della sua maglia, ad affondare le sue mani fredde nel suo calore.
E' avvolta da quel nulla, quello strano nulla, mentre l'intero concerto procede, il tempo si è fermato.
Non sono più nel ventunesimo secolo, su un palco blu, in una città qualsiasi della terra.
Sono fermi tra quel mondo parallelo, dove i sogni si avverano, e quello reale, dove se vuoi avverare un sogno molte volte non puoi.
So che le tremano le gambe, so che ha la pelle d'oca.
So che i suoi capelli sono elettrici da quanto è felice.
Ma che ne sarà di quella felicità? Non farà altro che essere odiata da tutte le fan dei Green Day. Tutte vorrebbero trovarsi al suo posto.
Io no, non vorrei mai essere una delle tante.
Billie si ricorderà mai quella ragazza? Ricorderà mai il suo volto? Il sapore delle sue labbra le rimarrà impresso nel cuore?
No, nulla di questo. Non sarà nemmeno più un ricordo.
Sarà un tassello, un piccolo quadratino aggiunto a un grandissimo quadro.
E sto qui, a piangere, ad auto-ferirmi, fissando questa foto.
Almeno lei lo ha sentito, il suo calore.
Almeno lei ha provato per quei pochi secondi la sensazione "Cristo, sto baciando Billie, la persona a cui tengo più al mondo, sono io, lui, null'altro"
Chiedo troppo. Chiedo troppo, chiedo sempre troppo.
Ma ditemi, perché proprio lui? Perché uno talmente diverso, lontano da me?
E non posso frenare le lacrime. Non posso cessare questo pianto silenzioso.
Siamo separati da qualcosa che non potrà mai spezzarsi. E tutto ciò che in questo momento vorrei, l'ho già perso in partenza.
IL fatidico primo giorno! :S
Il primo giorno è andato, e con mia GRANDISSIMA sorpresa sono riuscita a connettermi in questi miseri cinque minuti per comunicarvi che..Beh, vorrei dirvi tante cose, ma purtroppo i libri mi chiamano, sono lì, minacciosi, e io sono qui, con le palle già piene di questa scuola, pff.
Ho mille professori nuovi, classe nuova, compagni nuovi, anche gli stessi amici che avevo prima sono cambiati, sono maturati, mi sembra di trovarmi in un ambiente sempre più "nuovo", dove tutti mi accettano, o almeno, col passare degli anni so che verrò accettata da tutti, sì.
E devo ringraziare solo i Green Day per questo, perché è grazie a loro che ho tirato fuori una parte di me nuova, più forte, una parte che non conoscevo.
Tutti i GreenDayers odiano settembre, per quella bellissima canzone che è Wake me up.
Tutti gli studenti odiano settembre, per l'inizio della scuola che, nonostante tutto, è una delle cose a cui sono più grata, per tutto.
Tutte le persone odiano settembre, inizia l'autunno, si avvicina l'inverno, e invece io l'inverno lo adoro, adoro sedermi sul treno di ritorno e cercare con lo sguardo qualcuno perso e solitario come me, scambiare qualche parola malgrado la voce roca con mia madre, bere il tè schifoso che solo io riesco a fare, acido ma che è diventato parte di me, scrivere su quei quadernini a quadretti e righe sporchi di ricordi, alle due di notte, piangendo, in silenzio, con lo sguardo assorto a rimembrare un amore, un'amicizia, un giorno passato e fuggito via.
Tutti odiano gli inizi, anche io, eppure questo inizio mi piace, mi fa amare ancora di più quell'aria frizzante che si sente in piazza, ancora calda, che ti fa sudare dietro al collo e ti fa colare il trucco.
L'estate è finita, lo so, lo vedo sotto a quei portici. I negozi aperti, quella gastronomia con le tende sollevate, le finestre della scuola aperte, chiuse, rotte, smontate, i mattoncini incassati all'ombra di una viuzza che si perde tra muri sporchi e case imbrattate, sì, l'estate è finita, si vede da quella valigetta leggera in mano a quell'uomo dalle scarpe lucide e nere, si vede da quel ragazzo dagli occhi azzurri con lo sguardo distrutto, distaccato, seccato per i compiti che non ha finito, arrabbiato con se stesso per non aver parlato come voleva parlare, costretto a chiudersi in quella classe, sporcarsi le mani di gesso, rimanere appoggiato a quella sedia fragile, in quel banco minuscolo.
L'estate è finita, ma non lo è: ognuno di noi si porta dietro quello che ha vissuto questa estate, falò, bagni nel mare e cose così, oppure semplicemente momenti passati in solitudine, come me.
La musica ha richiamato in me milioni di emozioni, Jesus of Suburbia mi ha fatto sentire come la figlia dell'amore e della rabbia, sapete, quel tipo di persona di cui parla Billie.
Quelle strade della città caotica e silenziosa che è Torino, piena di tram e pullman ma anche di gente in bicicletta, erano colme di qualsiasi tipo di uomo, donna, bambino, e ognuno di loro mi sembrava unito sotto lo stesso tetto, sotto la stessa casa, perché ognuno di loro aveva il cuore che batteva forte, come me.
I nostri cuori, per la prima volta, ho sentito che battevano insieme, all'unisono, non più fuori tempo. La nostra casa è ovunque noi lasciamo un ricordo, ovunque abbiamo qualcosa da non riuscire a dimenticare. E tra queste cose, sì, forse c'è anche quel ragazzo di cui ti eri scioccamente innamorata o quella ragazza che stimavi tanto con cui non hai mai parlato ma che ti rivolge la parola per la prima volta, sì, può anche esserci tutto questo lì dove noi diciamo che c'è casa nostra, lì dove c'è un pezzettino del nostro cuore.
Ho mille professori nuovi, classe nuova, compagni nuovi, anche gli stessi amici che avevo prima sono cambiati, sono maturati, mi sembra di trovarmi in un ambiente sempre più "nuovo", dove tutti mi accettano, o almeno, col passare degli anni so che verrò accettata da tutti, sì.
E devo ringraziare solo i Green Day per questo, perché è grazie a loro che ho tirato fuori una parte di me nuova, più forte, una parte che non conoscevo.
Tutti i GreenDayers odiano settembre, per quella bellissima canzone che è Wake me up.
Tutti gli studenti odiano settembre, per l'inizio della scuola che, nonostante tutto, è una delle cose a cui sono più grata, per tutto.
Tutte le persone odiano settembre, inizia l'autunno, si avvicina l'inverno, e invece io l'inverno lo adoro, adoro sedermi sul treno di ritorno e cercare con lo sguardo qualcuno perso e solitario come me, scambiare qualche parola malgrado la voce roca con mia madre, bere il tè schifoso che solo io riesco a fare, acido ma che è diventato parte di me, scrivere su quei quadernini a quadretti e righe sporchi di ricordi, alle due di notte, piangendo, in silenzio, con lo sguardo assorto a rimembrare un amore, un'amicizia, un giorno passato e fuggito via.
Tutti odiano gli inizi, anche io, eppure questo inizio mi piace, mi fa amare ancora di più quell'aria frizzante che si sente in piazza, ancora calda, che ti fa sudare dietro al collo e ti fa colare il trucco.
L'estate è finita, lo so, lo vedo sotto a quei portici. I negozi aperti, quella gastronomia con le tende sollevate, le finestre della scuola aperte, chiuse, rotte, smontate, i mattoncini incassati all'ombra di una viuzza che si perde tra muri sporchi e case imbrattate, sì, l'estate è finita, si vede da quella valigetta leggera in mano a quell'uomo dalle scarpe lucide e nere, si vede da quel ragazzo dagli occhi azzurri con lo sguardo distrutto, distaccato, seccato per i compiti che non ha finito, arrabbiato con se stesso per non aver parlato come voleva parlare, costretto a chiudersi in quella classe, sporcarsi le mani di gesso, rimanere appoggiato a quella sedia fragile, in quel banco minuscolo.
L'estate è finita, ma non lo è: ognuno di noi si porta dietro quello che ha vissuto questa estate, falò, bagni nel mare e cose così, oppure semplicemente momenti passati in solitudine, come me.
La musica ha richiamato in me milioni di emozioni, Jesus of Suburbia mi ha fatto sentire come la figlia dell'amore e della rabbia, sapete, quel tipo di persona di cui parla Billie.
Quelle strade della città caotica e silenziosa che è Torino, piena di tram e pullman ma anche di gente in bicicletta, erano colme di qualsiasi tipo di uomo, donna, bambino, e ognuno di loro mi sembrava unito sotto lo stesso tetto, sotto la stessa casa, perché ognuno di loro aveva il cuore che batteva forte, come me.
I nostri cuori, per la prima volta, ho sentito che battevano insieme, all'unisono, non più fuori tempo. La nostra casa è ovunque noi lasciamo un ricordo, ovunque abbiamo qualcosa da non riuscire a dimenticare. E tra queste cose, sì, forse c'è anche quel ragazzo di cui ti eri scioccamente innamorata o quella ragazza che stimavi tanto con cui non hai mai parlato ma che ti rivolge la parola per la prima volta, sì, può anche esserci tutto questo lì dove noi diciamo che c'è casa nostra, lì dove c'è un pezzettino del nostro cuore.
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